“Il piede di Ganso e la tecnica di Neymar”, c’è un fardello sulla schiena di Gabigol

“Il piede di Ganso e la tecnica di Neymar”, c’è un fardello sulla schiena di Gabigol

Gabigol (youtube.com)

In un calcio sempre più spesso fatto di iperboli, luccicanti etichette e truffaldini clamori, molti giovani giocatori sono costretti a soccombere sotto il fardello di ‘nuovo Tizio’ o ‘nuovo Caio’. Se prima questi appellativi venivano usati per giocatori non più in attività, da qualche anno a questa parte esiste la moda di cercare eredi più o meno credibili ad atleti che sono ancora nel pieno della carriera, se non addirittura agli albori. Uno dei casi più eclatanti in tal senso è sicuramente rappresentato dal proliferare di ‘nuovi Neymar‘ che ha già mietuto diverse vittime in Brasile e dal quale tenta invece di salvarsi Gabriel Barbosa.

A cavallo tra il 2013 e il 2016, molti giovani in orbita Santos hanno dovuto convivere con questo paragone. Nel 2014, ad esempio, il concetto fu esasperato a tal punto per Neilton da indurre l’allora 19enne ad emulare anche la capigliatura del suo più fortunato connazionale. Da allora, la punta non ha trovato pace, girovagando per il Brasile in cerca della definitiva consacrazione che Cruzeiro e Botafogo non hanno saputo regalargli e che spera di trovare invece al San Paolo.

Per Gabigol, questa etichetta rischia invece di diventare un vero e proprio marchio indelebile. Nel 2011, il suo agente Wagner Ribeiro non fece certo molto per evitare un eccessivo carico di aspettative sull’allora 14enne: “Ha il piede sinistro di Ganso, la tecnica di Neymar e la velocità di Lucas“. Un 3×1 niente male che, da un lato è stato sicuramente alla base di alcuni atteggiamenti spavaldi del buon Gabriel, dall’altro ha sottoposto e sottoporrà sempre lo stesso a critiche poco inclini al perdono. Se nei quattro ‘Brasileirao’ disputati con la maglia del Santos, il 20enne è arrivato solamente una volta in doppia cifra (10 gol nel 2015), il sospetto che il paragone su citato sia stato esagerato diventa più che lecito (Neymar non è mai sceso sotto i 10).

Spavalderia, dicevamo. Un’arma a doppio taglio che gli ha consentito di realizzare diversi gol decisivi nei ‘clasico’ paulisti, ma che lo ha anche portato ad uscite infelici e poco rispettose. Venendo all’attualità, i 92 minuti complessivi sin qui giocati con la maglia dell’Inter non sembrano giustificare i 27.5 milioni di euro più bonus spesi dai nerazzurri. Anche nella gara di Coppa Italia contro il Bologna, il ragazzo non è apparso ancora tarato sui ritmi italiani e, nonostante qualche numero interessante, da un suo tacco sciagurato è partita l’azione del primo gol felsineo.

via GIPHY

Troppo presto, tuttavia, per parlare di bidone o flop, anche se il suo rendimento in campo inizia a stridere in maniera quasi grottesca con l’hollywoodiana presentazione del 22 settembre. Meno iperboli, dunque, e più equilibrio nell’accompagnare le gesta del brasiliano: è questa l’unica via per riuscire ad apprezzare il mancino di Gabriel, la tecnica di Barbosa e la velocità di Gabigol.

 

Leave a Reply